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Le cortigiane di Edo

Riferimenti storici
 

Edo, l’odierna Tokyo  

In Giappone verso il XVII secolo, nella città di Edo l’odierna Tokyo, la nuova classe emergente di mercanti “chònin “, ceto sociale economicamente molto importante ma politicamente emarginato, creò un nuovo stile di vita bohemien basato su uno sfrenato edonismo. I piaceri della città iniziavano al calar del sole nel quartiere di Yoshiwara, letteralmente “campo delle canne”, da cui si usciva solo al mattino dopo, passando la notte mangiando, bevendo ed assistendo a spettacoli con musiche e danze. Questo quartiere era un luogo molto interessante a livello culturale in quanto i gestori e proprietari delle case d’appuntamento erano spesso persone di cultura capaci di creare ambienti aperti a incontri tra scrittori, artisti e poeti. Attrazione centrale di questi ambienti erano le cortigiane di alto rango, capaci di elevati rapporti intellettuali ma non facili da conquistare.  

Ukiyo-e

Da questo mondo sociale nasce la definizione di ukiyo-e, un termine giapponese già conosciuto ma che in questo periodo assume nuovi significati. Composto da uku = fluttuante e yo= mondo, tale termine in questo secolo rappresenta uno stile di vita che descrive un mondo di divertimenti, di sensualità, di continui ondeggiamenti, di emozioni, desideri e passioni. L’arte di questo periodo è l’arte delle stampe popolari spesso ispirate a molti soggetti tra cui i ritratti di cortigiane che si distinguevano per bellezza ed abilità in questi quartieri riservati al piacere. Uno scrittore giapponese così definì questa filosofìa di vita: “ vivere solo il momento, concentrare tutta l’attenzione sul piacere che provocano la luna, la neve, i boccìoli di ciliegio e le foglie di acero; cantare canzoni, bere vino, dedicarsi solo al divertimento; non curarsi affatto della miseria che ci fissa dritta negli occhi, tenere lontano da sé ogni genere di cose tristi, lasciarsi trasportare dalla corrente del fiume, come un recipiente che galleggia nell’acqua: ecco ciò che noi definiamo mondo fluttuante … “.  

Cortigiane e geisha


Ci fu un tempo in cui la fama delle cortigiane di Edo, spesso inaccessibili a molti, divenne conosciuta in tutto il paese; queste elegantissime donne svilupparono un proprio stile che fece tendenza nella moda dell’epoca e che interessò molto gli artisti ukiyo-e che le raffigurarono nelle loro opere definendole “i nostri fiori più belli” e come i fiori, le donne di piacere sbocciavano e svanivano presto. In questo periodo ogni aspetto della vita delle cortigiane fu fermato nelle stampe di questi artisti, cercando di racchiudere una visione universale della grazia e della bellezza femminile. La figura della cortigiana è storicamente precedente a quella della geisha; quest’ultima figura, appare al declino del quartiere di Yoshiwara e cioè verso gli anni settanta e ottanta del settecento. La geisha, intrattenitrice professionista, cantante danzatrice e suonatrice di shamisen, emanava una bellezza fatta di garbo e distinzione un po’ sottotono, con un viso dipinto di bianco per farlo risaltare alla luce delle candele; molto richiesta nei banchetti e ricevimenti per la sua professionalità e specializzazione artistica questa donna-artista finisce per soppiantare la figura della cortigiana, che aveva una connotazione sicuramente più carnale.  

I gatti nelle stampe giapponesi 

In molte xilografie giapponesi i gatti venivano raffigurati per rappresentare lo spirito spensierato e sempre alla ricerca di nuovi piaceri dell'abitante di Edo, l'odierna Tokyo. L' artista ukiyo-e Utagawa Kuniyoshi fu famoso per la sue molteplici rappresentazioni di gatti (neko ), animali da lui molto amati. Nelle sue stampe a volte il felino era semplicemente un gatto che gioca con l'orlo del kimono o che si fa coccolare amorevolmente dalla sua padrona mentre in altre occasioni in cui la censura per gli artisti era maggiormente restrittiva lo stesso artista li utilizzava per divertire il suo pubblico facendo rappresentare al neko attori, cortigiane e personaggi leggendari. Il gatto e' da sempre considerato un affascinante specchio della imprevedibilità della natura umana, con il suo mistero e la sua magia.    


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